« Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera. »

venerdì 25 gennaio 2013

Come fare un video.

La realizzazione di un audiovisivo

 Fasi di produzione

Progettazione
  • Idea/soggetto
  • Scaletta/sceneggiatura/storyline/storyboard
  • Piano di budget

 Produzione
  • Attività di redazione
    • Elaborazione testi
    • Ricerca materiale audiovisivo
  • Riprese
Post produzione
  • Montaggio
  • Edizione (commenti, musiche)
  • Master (formati)

Italia a colori - Le regioni


mercoledì 23 gennaio 2013

Scheda del film "Diario di una schiappa"


Diario di una schiappa
Titolo originale: 
Diary of a Wimpy Kid
Nazione: 
U.S.A.
Anno: 
2010
Genere: 
Commedia
Durata: 
94'
Regia: 
Thor Freudenthal
Sito ufficiale: 

Cast: 
Zachary Gordon, Robert Capron, Rachael Harris, Steve Zahn, Connor Fielding, Owen Fielding, Devon Bostick, Chloe Moretz, Alex Ferris, Rob LaBelle, Cainan Wiebe, Grayson Russell
Produzione: 
Color Force
Distribuzione: 
Data di uscita: 
27 Luglio 2011 (cinema)

Trama:

Greg Heffley, é uno studente che ha una gran voglia di raggiungere la notorietà nella sua scuola. Di strada da fare ne ha tanta, anche perché la sua attuale posizione non é delle migliori; decide così di organizzare appuntamenti fantastici con tutti quelli che conosce, "vendendoli" come assolutamente irrinunciabili ma che puntualmente saltano all'ultimo momento. Nel mentre che aspetta di fare il salto di qualità, Greg, annotta tutto nel suo "diario illustrato", che lui orgogliosamente definisce giornale.


Film correlati:

giovedì 10 gennaio 2013

Progetto Legalità

Oggi abbiamo cominciato a leggere il libro Per questo mi chiamo Giovanni di Luigi Garlando, uscito nel 2004.
Dalla sua pubblicazione, è stato adottato da molte altre scuole come libro di narrativa.

Giovanni è un bambino siciliano. Per il suo decimo compleanno il padre Luigi decide di trascorrere una giornata insieme a lui, portandolo in giro per Palermo e parlandogli di Palermo e della mafia. Durante la gita, il papà gli racconta la storia di Giovanni Falcone...

Per altre info:
http://www.progettolegalita.it/it/home/

mercoledì 9 gennaio 2013

L'avventura

Romanzo di avventura

Il romanzo di avventura è un genere letterario che nasce nel XVIII secolo e che narra di viaggi in terre lontane e quindi celebra il coraggio e l'ingegno umano. L'incontro fra diverse culture offre uno spunto per riflettere e criticare la società in cui l'autore vive, ma anche per esaltarne i valori.


Precursori È possibile ritrovare in molte opere dell'età antica alcune istanze che poi divennero peculiari del genere d'avventura. Già nell'Odissea di Omero il protagonista, Ulisse, mostra le caratteristiche che, diversi secoli dopo, diverranno tipiche del modello dell'avventuriero, come il desiderio di conoscere, l'attrazione verso l'ignoto, la voglia di evadere, il coraggio, l'accortezza e la lucidità

Nella narrativa medioevale sorgono le favole cristiane del ciclo bretone e quindi di Artù e Ginevra, di Tristano e Isotta, dei cavalieri della Tavola Rotonda.

Altri importanti precedenti sono: l' Orlando furioso di Ludovico Ariosto, con la massiccia presenza dei temi dell'esplorazione, dell'ignoto e dell'azione; il Don Chisciotte di Cervantes ricco di satira e anticipazioni a tutto tondo.

Nascita e sviluppo del genere

Le prime opere che possono essere pienamente inserite nel genere del romanzo avventuroso furono scritte nell'Inghilterra settecentesca.

È da ricordare anzitutto Robinson Crusoe (1719) di Daniel Defoe, in cui l'isolamento forzato fa rinascere nel protagonista un profondo sentimento religioso.

Al contrario, nei Viaggi di Gulliver (Gulliver's Travels), scritti dall'irlandese Jonathan Swift nel 1726, prevalgono l'intento satirico e un'amara constatazione dei difetti umani.
 Tra i principali autori dell'Otto-Novecento sono da ricordare il francese Jules Verne (Viaggio al centro della Terra, Ventimila leghe sotto i mari, I figli del capitano Grant e molti altri), l'italiano Emilio Salgari (Il corsaro nero e il ciclo indo-malese), i britannici Robert Louis Stevenson (L'isola del tesoro, Il ragazzo rapito), Herman Melville (Moby Dick) e H. Rider Haggard (Le miniere di re Salomone), lo statunitense Mark Twain (Le avventure di Tom Sawyer).

martedì 18 dicembre 2012

La fiaba - schema illustrato


La Favola - schema illustrato


1 i - Compiti per le vacanze

Per allenare la mente tra un pandoro e una tombola.
Buone feste e buone "vacanze" a tutti.
1.
Trova 2 parole di un binomio fantastico e inventa una storia sul quaderno.
2.
Cerca nel vocabolario la definizione di:
- favola
- fiaba
e copiale sul quaderno.

3. 
Scrivi e inventa una favola.

4.
Scrivi e inventa una fiaba.

5.
Grammatica: ripassa i nomi e gli articoli.

6.
Scrivi una lettera al tuo migliore amico e sottolinea in rosso i nomi e in blu gli articoli.

2 i - Compiti per le vacanze?

La parola
COMPITI PER LE VACANZE
è un ossimoro, ossia una contraddizione in termini,
come dire che il ghiaccio è bollente.
Ma se sono vacanze, perchè i compiti? (Vi state chiedendo).
Premesso che in clima natalizio è stato applicato uno sconto del 25% (potete NON fare uno dei punti sottoelencati), ribadisco che non sono proprio compiti,
ma suggerimenti OBBLIGATORI
per allenare la mente tra un pandoro e una tombola.
Buone feste e buone "vacanze" a tutti.


A.
Svolgi sul quaderno i due temi che non hai svolto in classe.

--> - SCRIVI UNA PAGINA DEL TUO DIARIO SEGRETO DI UNA GIORNATA PER TE MOLTO PARTICOLARE,  SCRIVI POI UNA PAGINA DELLA STESSA GIORNATA PER IL TUO “BIS-DIARIO”,  CIOE’ PER UN DIARIO SCRITTO APPOSITAMENTE PER ESSERE LETTO DA TUA MADRE. 
- 18-12-2032. SCRIVI UNA MAIL AD UN TUO COMPAGNO DI SCUOLA MEDIA CHE NON VEDI DA ANNI E RACCONTAGLI DELLA TUA VITA , DELLA TUA FAMIGLIA, DEI TUOI STUDI, DEL TUO LAVORO E DI COME RICORDI LA VOSTRA CLASSE.
- SE POTESSI ESPRIMERE TRE DESIDERI.

B.
Scrivi sul quaderno 3 pagine del tuo diario raccontando: il giorno di Natale, il giorno di Capodanno e una giornata delle vacanze che ti ha colpito e in cui ti sei particolarmente divertito.

C. 
Ritaglia da un giornale 3 articoli, incollali sul quaderno, leggili, scrivi per ognuno un breve riassunto.

D. 
Ritaglia da un giornale 5 parole a caso, incollale sul quaderno, inventa una storia che contanga queste 5 parole.

sabato 15 dicembre 2012

Tombola

AMBO,TERNO, QUATERNA, CINQUINA E TOMBOLA.

La tombola è un tradizionale gioco da tavolo originario dell'Italia meridionale e specialmente tipico della regione della Campania (Smorfia Napoletana).

Sostanzialmente equivalente al gioco di diffusione internazionale noto come bingo, la tombola è tecnicamente un gioco d'azzardo, in quanto i partecipanti sono tenuti al versamento di un somma in denaro che viene poi ridistribuita come premio ai vincitori.

Tuttavia, la tombola italiana viene normalmente giocata in un contesto familiare (è un tradizionale gioco natalizio) e le somme che si impegnano e si vincono hanno solitamente valori puramente simbolici (quando non si scelga addirittura di utilizzare premi di altra natura).

Il carattere casuale del gioco unito al talvolta notevole valore dei premi in palio ha reso il termine tombola sinonimo di evento fortunato o di acquisizione fortuita di una ricchezza o somma di denaro.

 

Tombola napoletana

 La tombola napoletana nacque nel 1734, da una diatriba sorta tra il re di Napoli e Sicilia Carlo III di Borbone e il frate domenicano Gregorio Maria Rocco.

Il primo aveva l'idea di ufficializzare il gioco del lotto nel Regno fino a quel momento clandestino, per tentare di porre fine alla sottrazione di introiti che il gioco causava; mentre il secondo riteneva il gioco un "ingannevole ed amorale diletto", e credeva che, in un paese in cui si cercava sempre di rispettare gli insegnamenti cattolici, ciò distraesse i fedeli dalla preghiera.

Alla fine la spuntò il re, al patto che il gioco venisse però sospeso nelle festività natalizie, sempre per il motivo di non dover distrarre i fedeli dalla preghiera. Tuttavia i cittadini non vollero rinunciare a giocare, così fecero del lotto un gioco a carattere familiare: le 90 tessere numerate venivano messe in un cesto di vimini, detto "panariello", e disegnati i numeri sulle cartelle.

Da qui il comune nome "Lotto" cambiò in "Tombola", grazie alla forma cilindrica della tessera di legno numerata e dalla somiglianza della stessa col tombolo di una volta. In seguito ad ognuno dei 90 numeri fu attribuito un simbolo diverso. Questi oggi possono variare di città in città.

mercoledì 12 dicembre 2012

Santa Lucia - 13 dicembre

Quella di Santa Lucia è la seconda festa nel mese di Dicembre, dopo l’Immacolata Concezione, amata dai siciliani. Anzi amatissima.

CHI ERA LUCIA?
Lucia era una giovane siracusana borghese e cristiana, che viveva sola con la mamma Eutichia, dopo la morte, durante la sua infanzia, del suo papà.
La sua adorata mamma contrasse una grave malattia del sangue, e Lucia, andata a Catania, fece voto di castità e di rinuncia della vita agiata che conduceva sul sepolcro di Sant’Agata.
Tornata a Siracusa, Eutichia guarì, e Lucia, rinunciò al matrimonio e convinse la madre a cedere tutti i loro beni a sostegno dei poveri.
Il fidanzato, risentito per la sua rinuncia al matrimonio, la denunciò come cristiana, in un periodo in cui imperversava la persecuzione dei cristiani da parte di Diocleziano. Cadde nelle mani di Pascasio, console di Siracusa, che voleva costringerla ad abiurare. La torturò ed infine le conficcò un pugnale nella gola.
Morì martire il 13 Dicembre 304 e divenne presto Santa e Patrona di Siracusa.
La leggenda vuole che, durante la tortura si sia strappata gli occhi, e per questo viene raffigurata spesso nell’iconografia con una tazza in mano, in cui ci sono i suoi occhi. Per questo motivo viene considerata dai devoti la protettrice degli occhi.

LA LEGGENDA. Patrona di Siracusa, Lucia, protettrice degli occhi, è una delle sante più venerate a Palermo. Così si narra che in un periodo di carestia i palermitani si affidarono proprio alla santa aretusea per interrompere il digiuno che "rispose" facendo arrivare al porto un bastimento carico di grano. Il grano non venne sottoposto a molitura per farne farina, venne bollito e condito con un filo d'olio per sfamare il maggior numero di persone nel più breve tempo possibile. Nacque così la cuccia, altra specialità gastronomica che oggi sarà su molte tavole. Da quel momento si dice che i palermitani nel giorno di Santa Lucia preferiscano astenersi dai farinacei, pane e pasta su tutti. C'è chi addirittura in questa giornata non tocca assolutamente cibo. Ma prevalgono i golosi, coloro che per un anno attendono l'arancina day.

TRADIZIONE A TAVOLA
Per i Palermitani, e siciliani in genere, la giornata comincia mangiando porzioni di cuccia lavorata con la ricotta o con il cioccolato.La cuccia, il cui nome deriva da “cocciu”(chicco), è grano tenero; anticamente veniva preparato con le verdure, ma poi divenne un piatto dolce.

Cuccia con la ricotta
INGREDIENTI
1000 gr di grano tenero
700 gr di ricotta
300 gr di zucchero
zuccata a piacere a pezzi
200 gr di cioccolato fondente a pezzetti
1 pizzico di sale
1 pizzico di vaniglia
ciliegie candite a piacere
Mettete in acqua il grano tre giorni prima, cambiando l’acqua ogni giorno. Cuocete in acqua con un pizzico di sale, per circa 3 ore e mezzo. Scolate e fate raffreddare. A parte, passate al setaccio la ricotta, lo zucchero e un pizzico di vaniglia. Ponete il grano e la ricotta lavorata in una ciotola abbastanza grande e aggiungete il cioccolato e la zuccata. Mescolate e guarnite con ciliegie candite.