https://www.youtube.com/watch?v=VASywEuqFd8
https://www.youtube.com/watch?v=mwm-qsrxq9k&t=292s
https://www.youtube.com/watch?v=LPwR1i-sWpo
« Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera. »
venerdì 20 dicembre 2019
lunedì 2 dicembre 2019
martedì 19 novembre 2019
venerdì 8 novembre 2019
martedì 5 novembre 2019
martedì 29 ottobre 2019
Rose e viole in Leopardi
giovedì 17 ottobre 2019
martedì 25 giugno 2019
lunedì 27 maggio 2019
mercoledì 15 maggio 2019
DANIEL PENNAC [Diario di scuola, p. 135]
[Diario di scuola, p. 135]
Una parte del mio mestiere consisteva nel persuadere i miei studenti più abbandonati a loro stessi che la gentilezza più del ceffone invita alla riflessione, che la vita in comunità ha delle regole, che il giorno e l’ora della consegna di un compito non sono negoziabili, che un compito malfatto è da rifare per l’indomani, che questo, che quello ma che mai e poi mai né i miei colleghi ne io li avremmo abbandonati in mezzo al guado. Affinché avessero una possibilità di farcela, occorreva reinsegnare loro il concetto stesso di sforzo, restituire loro il piacere della solitudine e del silenzio, e soprattutto il controllo del tempo, quindi della noia. Sì, qualche volta ho consigliato loro esercizi di noia, per collocarli nella durata. Li pregavo di non fare niente: non distrarsi, non consumare niente, nemmeno conversazione, né tantomeno studiare, insomma non fare niente, niente di niente.
“Oggi pomeriggio, esercizio di noia, venti minuti a non fare niente prima di mettervi a studiare.”
“Nemmeno ascoltare musica?”
“Assolutamente no!”
“Venti minuti?”
“Venti minuti. Orologio alla mano. Dalle 17.20 alle 17.40. Tornate diritti a casa, non rivolgete la parola a nessuno, non vi fermate in nessun bar, ignorate l’esistenza dei flipper, non riconoscete i vostri amici, entrate in camera vostra, vi sedete sul letto, non aprite la cartella, non vi mettete il walkman sulle orecchie, non guardate il vostro gameboy, e aspettate venti minuti, fissando il vuoto.”
“Per fare cosa?”
“Per curiosità. Concentratevi sui minuti che passano, non perdetevene neanche uno e domani mi raccontate.”
“E come farà, lei, a verifìcare che l’abbiamo fatto?”
“Non posso.”
“E dopo i venti minuti?”
“Buttatevi sui compiti come degli affamati.”
“Oggi pomeriggio, esercizio di noia, venti minuti a non fare niente prima di mettervi a studiare.”
“Nemmeno ascoltare musica?”
“Assolutamente no!”
“Venti minuti?”
“Venti minuti. Orologio alla mano. Dalle 17.20 alle 17.40. Tornate diritti a casa, non rivolgete la parola a nessuno, non vi fermate in nessun bar, ignorate l’esistenza dei flipper, non riconoscete i vostri amici, entrate in camera vostra, vi sedete sul letto, non aprite la cartella, non vi mettete il walkman sulle orecchie, non guardate il vostro gameboy, e aspettate venti minuti, fissando il vuoto.”
“Per fare cosa?”
“Per curiosità. Concentratevi sui minuti che passano, non perdetevene neanche uno e domani mi raccontate.”
“E come farà, lei, a verifìcare che l’abbiamo fatto?”
“Non posso.”
“E dopo i venti minuti?”
“Buttatevi sui compiti come degli affamati.”
martedì 14 maggio 2019
VIDEO Etruschi - I B
https://www.youtube.com/watch?v=Uiwg6Yl-DhQ
Guarda il video e rispondi alle seguenti domande:
1) Quale è la tesi più accreditata oggi sull'origine della civiltà etrusca?
2) Dove e quando nasce la civiltà etrusca?
3) Scrivi almeno 6 delle 12 principali città della lega con scopi religiosi che si riuniva una volta l'anno.
4) Quali miniere erano presenti in queste terre?
5) Quando e dove fu sconfitto il re Porsenna e da chi?
6) Cosa succede nel 474 a.C.?
7) Quando si concluse la definitiva occupazione romana delle terre etrusche?
8) Quali divinità etrusche sono assimilabili alle divinità romane?
9) Quale tipologia di tombe costruivano gli etruschi e quali informazioni ci forniscono?
10) Che cos'è l'arte dell'aruspicina?
11) Che difficoltà presenta lo studio della lingua etrusca?
12) Cosa ci racconta Teopompo sulle donne etrusche?
lunedì 15 aprile 2019
ODISSEA
Raccontami, o Musa,
L’uomo ricco d’astuzie raccontami, o Musa, che a lungo errò dopo ch’ebbe distrutto la rocca sacra di Troia;
di molti uomini le città vide e conobbe la mente,
molti dolori patì in cuore sul mare,
lottando per la vita e pel ritorno dei suoi. 5 Ma non li salvò, benché tanto volesse
per loro propria follia si perdettero, pazzi!,
che mangiarono i bovi del Sole Iperìone,
e il Sole distrusse il giorno del loro ritorno.
Anche a noi dì qualcosa di queste avventure, o dea, figlia di Zeus.
(Odissea, Libro I, trad, di L. Calzecchi Onesti, Einaudi)
Il Poeta chiede alla Musa della poesia epica, Calliope, di narrargli la vicenda di Ulisse, l’uomo astuto che vagò a lungo per i mari, dopo aver distrutto la città di Troia e la sua rocca sacra; visitando le città e imparando il modo di ragionare di
molti uomini diversi fra loro. Durante il suo viaggio per mare Ulisse sopportò grandi sofferenze, mentre lottava per salvare la propria vita e ricondurre sani e salvi ad Itaca i suoi uomini. Purtroppo, nonostante lo desiderasse tanto, Ulisse non li poté salvare poiché quei pazzi persero la vita a causa del loro folle comportamento. Infatti, mangiarono i buoi del Sole, che domina il mondo ed il dio Sole li punì impedendo loro il ritorno a casa.
L’uomo ricco d’astuzie raccontami, o Musa, che a lungo errò dopo ch’ebbe distrutto la rocca sacra di Troia;
di molti uomini le città vide e conobbe la mente,
molti dolori patì in cuore sul mare,
lottando per la vita e pel ritorno dei suoi. 5 Ma non li salvò, benché tanto volesse
per loro propria follia si perdettero, pazzi!,
che mangiarono i bovi del Sole Iperìone,
e il Sole distrusse il giorno del loro ritorno.
Anche a noi dì qualcosa di queste avventure, o dea, figlia di Zeus.
(Odissea, Libro I, trad, di L. Calzecchi Onesti, Einaudi)
Il Poeta chiede alla Musa della poesia epica, Calliope, di narrargli la vicenda di Ulisse, l’uomo astuto che vagò a lungo per i mari, dopo aver distrutto la città di Troia e la sua rocca sacra; visitando le città e imparando il modo di ragionare di
molti uomini diversi fra loro. Durante il suo viaggio per mare Ulisse sopportò grandi sofferenze, mentre lottava per salvare la propria vita e ricondurre sani e salvi ad Itaca i suoi uomini. Purtroppo, nonostante lo desiderasse tanto, Ulisse non li poté salvare poiché quei pazzi persero la vita a causa del loro folle comportamento. Infatti, mangiarono i buoi del Sole, che domina il mondo ed il dio Sole li punì impedendo loro il ritorno a casa.
Il Poeta conclude supplicando la Musa, figlia di Zeus, di di quelle avventure.
Comprensione
Comprensione
- A chi si rivolge inizialmente il poeta e perché?
- Quale argomento sarà trattato nel poema?
- Quale caratteristica del protagonista viene messa in evidenza fin dall’inizio?
- Ulisse tornerà in patria da solo o con i suoi compagni? Motiva la risposta.
- Individua nel testo i versi che mettono in evidenza i temi principali del poema:
• il viaggio che permette al protagonista di appagare il suo desiderio di conoscenza
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