« Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera. »

martedì 19 febbraio 2013

A scuola di montaggio

Montaggio classico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il montaggio classico (anche detto decoupage classico, montaggio analitico, montaggio narrativo e montaggio invisibile) è una tipologia di montaggio diffusasi a partire dal 1917 circa fino agli anni '60: gli anni del cosiddetto cinema della trasparenza.
Questa tecnica narrativa consiste principalmente nel raccordare le varie inquadrature di un film in modo tale che lo spettatore non se ne renda conto, favorendo in questo modo una visione più immersiva e "dolce" del film stesso. Una persona la quale guardi una pellicola senza badare al montaggio e alle scelte autoriali è infatti più facilmente portata a proiettarsi nella vicenda narrata e a immedesimarsi con i suoi personaggi. Lo scopo del découpage classico è quindi soprattutto drammatico.
La tecnica principalmente utilizzata per rendere il più possibile invisibili gli stacchi di montaggio è quella dei raccordi.
  1. Raccordo sullo sguardo: la prima inquadratura mostra un personaggio che guarda in una direzione. la seconda inquadratura mostra l'oggetto dello sguardo. Il montaggio è in questo caso difficilmente percepibile perché la regia "asseconda" il desiderio dello spettatore di guardare ciò che anche il personaggio sta guardando.
  2. Raccordo sul movimento: il personaggio inizia un'azione/un gesto nella prima inquadratura (spesso muovendosi verso il fuori campo o comunque una zona nascosta). La seconda inquadratura mostra la conclusione di questo gesto. Anche in questo caso il montaggio va incontro al desiderio dello spettatore di seguire l'azione e di conseguenza non viene percepito il taglio.
  3. Raccordo sull'asse: tra la prima e la seconda inquadratura viene mantenuto lo stesso asse Soggetto/Macchina da presa. A cambiare è soltanto la distanza.
  4. Raccordo sonoro: un forte suono fuoricampo può fare da "pretesto" per uno stacco di montaggio difficilmente percepibile. Viceversa una musica o una voce a cavallo di due diverse inquadrature funge da "collante", legandole tra loro.

giovedì 14 febbraio 2013

Bravi. Si impara facendo.

Abbiamo aderito come 1i al Progetto di "Educazione stradale".
I ragazzi e le ragazze presenti sabato scorso hanno lavorato tutti con impegno e passione.



Brave e Bravi.

Rinuncia o dimissioni del pontefice?


Rinuncia all'ufficio di romano pontefice
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La rinuncia all'ufficio di romano pontefice o rinuncia al ministero pietrino o rinuncia papale (in latino renuntiatio pontificalis) è un istituto giuridico previsto dal codice di diritto canonico che regola le modalità di cessazione di un papa dal proprio ufficio per dimissioni volontarie e costituisce l'unica altra causa di cessazione oltre alla morte del pontefice.
Si tratta di una ipotesi molto rara: nella storia della Chiesa vi sono stati pochi casi di cessazione per rinuncia; Ponziano, Silverio, Benedetto IX (1 maggio 1045), Gregorio VI (20 dicembre 1046), Celestino V (13 dicembre 1294) e Gregorio XII (4 luglio 1415) hanno fonti certe, mentre per quanto riguarda Clemente I e Giovanni XVIII ci si affida alla tradizione.
Benedetto XVI ha annunciato la propria intenzione di rinunciare alla carica di pontefice il 28 febbraio 2013 alle ore 20:00.

Il Codice di diritto canonico (Codex Iuris Canonici) del 1983, al Libro II "Il popolo di Dio", parte seconda "La suprema autorità della Chiesa", capitolo I "Il Romano Pontefice e il Collegio dei Vescovi", contempla la rinuncia all'ufficio di romano pontefice:
« Can. 332 - §2. Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti. »

martedì 12 febbraio 2013

Lotta per le investiture-Mappa concettuale

La lotta delle investiture, che contrapposePapato e Impero nei secoli XI e XII, ebbe per oggetto la concessione dell'investitura imperiale delle regalie (i diritti pertinenti al regno o pubblici) agli ecclesiastici. Tale "lotta" consisteva nella disputa tra Papato e Impero riguardo a chi dovesse dare il titolo di Vescovo ad un membro della società ecclesiastica, la cosiddetta "Investitura episcopale".


venerdì 8 febbraio 2013

Qualche segnale stradale



L’educazione alla sicurezza stradale

Rispetto delle regole, di sé e dell'altro, sani stili di vita, prudenza, riconoscimento della responsabilità nelle proprie scelte e nelle proprie azioni, sono valori fondamentali dell’Educazione alla Sicurezza Stradale compresi in “Cittadinanza e Costituzione”.
L’educazione alla sicurezza stradale mira a sviluppare una conoscenza corretta e certa delle norme che muovono l’ambiente stradale facendo acquisire la consapevolezza delle possibili conseguenze delle azioni. Essa è un impegno lungo e paziente, ma anche una sfida che ha l’obiettivo di mettere i giovani, cittadini del futuro, al riparo dai rischi e dai pericoli.