« Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera. »
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domenica 28 settembre 2014
Si ricomincia. Le nostre regole: 2G
Le regole le abbiamo scritte insieme, rispettiamole tutti.
Ne abbiamo domenticata una: NIENTE CELLULARI A SCUOLA, forse era ovvia.
Ne abbiamo domenticata una: NIENTE CELLULARI A SCUOLA, forse era ovvia.
mercoledì 21 maggio 2014
23 Maggio - Video intervista a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino- Video di PIf e Ficarra e Picone su YOUTUBE
https://www.youtube.com/watch?v=3tw0zqrmykA
https://www.youtube.com/watch?v=doftnk-Ji0U
Pif su Falcone e Borsellino https://www.youtube.com/watch?v=yLa6trnE5m8
IL TESTIMONE DI PIF_ ondemand.mtv.it/serie-tv/il-testimone/s02/il-testimone-s02e01
DOCU FILM I SECONDO TEMPO-http://video.espresso.repubblica.it/tutti-i-video/il-secondo-tempo-il-docu-film-integrale/2172/2169
Ficarra e Picone su Youtube-https://www.youtube.com/watch?v=dLVUTfhDnvg
https://www.youtube.com/watch?v=doftnk-Ji0U
Pif su Falcone e Borsellino https://www.youtube.com/watch?v=yLa6trnE5m8
IL TESTIMONE DI PIF_ ondemand.mtv.it/serie-tv/il-testimone/s02/il-testimone-s02e01
DOCU FILM I SECONDO TEMPO-http://video.espresso.repubblica.it/tutti-i-video/il-secondo-tempo-il-docu-film-integrale/2172/2169
Ficarra e Picone su Youtube-https://www.youtube.com/watch?v=dLVUTfhDnvg
sabato 1 giugno 2013
domenica 26 maggio 2013
martedì 21 maggio 2013
lunedì 20 maggio 2013
martedì 14 maggio 2013
Peppino, la poesia e la musica
Una poesia di Peppino Impastato
"NEGGHIA"
Paisi antichi comu lu tempu
fannu li vegghi a lu cori di la negghia
pi taliari se c'è un muru ca ni nega lu futuro
Comu furmichi senza abbentu
chi carriànu lu furmentu
ammuttamu sulu cu lui mani
suli trasi cu li mani
a negghia arrasi
Quannu spunta la matina
accarizzi l'acquazzina
e sta terra s'arrusbigghia
e addiventa meravigghia
Quanti pinseri hannu circatu lu cori di la negghia
quanti vrazza hannu pruvatu ad abbattiri stu muru
quantu cori
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Palermo
martedì 7 maggio 2013
lunedì 6 maggio 2013
I cento passi - Giuseppe Galati - 2i
I cento passi è film che parla di mafia, ma è anche molto, molto di più. Il
cinema italiano, che tanto avrebbe da narrare su questo anti-mondo, raramente
si è spinto ai livelli di quest’opera che è degno seguito, per la
sua notevole intensità e per la dedizione e la libertà con cui sa trattare
questo tema. Manca infatti totalmente a questo bel film quell’aria da mito
negativo che talvolta si dà alle figure dei mafiosi, manca la ricchezza dei mafiosi (il
boss Tano Badalamenti è rappresentato per ciò che è stato: un vaccaro) ed
emerge invece il ritratto di persone comuni che molto possono creando attorno
a sé un clima misto di presunto "onore" e vero terrore. Ma soprattutto questo
film è in grado raccontare con giusto ritmo una storia vera, la vera vicenda di un giovane ai più sconosciuto, Giuseppe Impastato, che ha vissuto gli anni della contestazione contestando un nemico
temibilissimo, la mafia, vivendogli accanto (a Cinisi, a cento passi dalla casa di Badalamenti ed essendo egli stesso figlio di un mafioso, di una pedina della mafia) e morendo per mano della stessa, benchè per lunghi anni si sia cercato di far passare la sua morte (sventrato da una esplosione di tritolo) per un suicidio forse accidentale. Il film ha dunque il pregio di dare un
minimo di notorietà ad Impastato e lo fa privando d’ogni traccia di retorica i
suoi discorsi, illustrando lucidamente la sua intelligenza, mostrando con
quanta capacità riuscì a creare un gruppo culturale e come capì l’importanza
dei mezzi di comunicazione (la sua arma fu infatti una radio, Radio Aut) e la
forza dell’ironia più pungente, utilizzata contro i mafiosi dei quali citava
senza remore nomi e misfatti schernendoli con valanghe di sagace e –
naturalmente, soprattutto quando si dice la verità – offensiva ironia.
Quest’opera non fa minimamente rimpiangere i film di denuncia del passato,
proprio perché, oltre alla denuncia, rappresenta un personaggio a tutto tondo, ne
illustra i motivi di crescita culturale, la tenacia, la sofferenza, il dolore
e le convinzioni e soprattutto evita, come s’è detto, di porre la mafia su un
piedistallo: essa è al nostro stesso livello ed è ciò a renderla difficile e
pericolosa. Questo Impastato l’aveva capito e forse per questo non con grandi
parole, ma con lo sberleffo vi si è opposto. Tutto ciò è ottimamente
delineato e il film acquista un ottimo ritmo, evitando di spiegare ciò che non è più di
tanto spiegabile (la morte del padre di Giuseppe Impastato), costruendo
perfettamente e per gradi la psicologia di tutti i personaggi (non solo
quella di Giuseppe, ma anche quella combattuta del padre, in lotta tra
l’accettazione e il rifiuto di un figlio, quella della madre, donna straziata
ma indefessa, quella del fratello, fragile ma sempre accanto a Giuseppe) e
rendendo senza eccessi un’epoca a rischio di retorica.
cinema italiano, che tanto avrebbe da narrare su questo anti-mondo, raramente
si è spinto ai livelli di quest’opera che è degno seguito, per la
sua notevole intensità e per la dedizione e la libertà con cui sa trattare
questo tema. Manca infatti totalmente a questo bel film quell’aria da mito
negativo che talvolta si dà alle figure dei mafiosi, manca la ricchezza dei mafiosi (il
boss Tano Badalamenti è rappresentato per ciò che è stato: un vaccaro) ed
emerge invece il ritratto di persone comuni che molto possono creando attorno
a sé un clima misto di presunto "onore" e vero terrore. Ma soprattutto questo
film è in grado raccontare con giusto ritmo una storia vera, la vera vicenda di un giovane ai più sconosciuto, Giuseppe Impastato, che ha vissuto gli anni della contestazione contestando un nemico
temibilissimo, la mafia, vivendogli accanto (a Cinisi, a cento passi dalla casa di Badalamenti ed essendo egli stesso figlio di un mafioso, di una pedina della mafia) e morendo per mano della stessa, benchè per lunghi anni si sia cercato di far passare la sua morte (sventrato da una esplosione di tritolo) per un suicidio forse accidentale. Il film ha dunque il pregio di dare un
minimo di notorietà ad Impastato e lo fa privando d’ogni traccia di retorica i
suoi discorsi, illustrando lucidamente la sua intelligenza, mostrando con
quanta capacità riuscì a creare un gruppo culturale e come capì l’importanza
dei mezzi di comunicazione (la sua arma fu infatti una radio, Radio Aut) e la
forza dell’ironia più pungente, utilizzata contro i mafiosi dei quali citava
senza remore nomi e misfatti schernendoli con valanghe di sagace e –
naturalmente, soprattutto quando si dice la verità – offensiva ironia.
Quest’opera non fa minimamente rimpiangere i film di denuncia del passato,
proprio perché, oltre alla denuncia, rappresenta un personaggio a tutto tondo, ne
illustra i motivi di crescita culturale, la tenacia, la sofferenza, il dolore
e le convinzioni e soprattutto evita, come s’è detto, di porre la mafia su un
piedistallo: essa è al nostro stesso livello ed è ciò a renderla difficile e
pericolosa. Questo Impastato l’aveva capito e forse per questo non con grandi
parole, ma con lo sberleffo vi si è opposto. Tutto ciò è ottimamente
delineato e il film acquista un ottimo ritmo, evitando di spiegare ciò che non è più di
tanto spiegabile (la morte del padre di Giuseppe Impastato), costruendo
perfettamente e per gradi la psicologia di tutti i personaggi (non solo
quella di Giuseppe, ma anche quella combattuta del padre, in lotta tra
l’accettazione e il rifiuto di un figlio, quella della madre, donna straziata
ma indefessa, quella del fratello, fragile ma sempre accanto a Giuseppe) e
rendendo senza eccessi un’epoca a rischio di retorica.
lunedì 29 aprile 2013
mercoledì 24 aprile 2013
martedì 23 aprile 2013
L’avvenire è nelle vostre mani
“Ragazzi,
godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di
questa nuova resistenza, LA RESISTENZA DEI VALORI, LA RESISTENZA DEGLI
IDEALI.
Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire
da uomini liberi e consapevoli. State attenti, siate vigili, siate
sentinelle di voi stessi!
L’avvenire è nelle vostre mani. Ricordatelo sempre!”.
(Antonino Caponnetto)
Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli. State attenti, siate vigili, siate sentinelle di voi stessi!
L’avvenire è nelle vostre mani. Ricordatelo sempre!”.
(Antonino Caponnetto)
domenica 21 aprile 2013
domenica 17 marzo 2013
Video - Progetto legalità
Lucarelli Racconta: "Il Segreto di Paolo Borsellino"
http://www.youtube.com
Documentario sul maxi processo
http://www.youtube.com/
http://www.youtube.com
Documentario sul maxi processo
http://www.youtube.com/
giovedì 10 gennaio 2013
Progetto Legalità
Oggi abbiamo cominciato a leggere il libro Per questo mi chiamo Giovanni di Luigi Garlando, uscito nel 2004.
Dalla sua pubblicazione, è stato adottato da molte altre scuole come libro di narrativa.
Giovanni è un bambino siciliano. Per il suo decimo compleanno il padre Luigi decide di trascorrere una giornata insieme a lui, portandolo in giro per Palermo e parlandogli di Palermo e della mafia. Durante la gita, il papà gli racconta la storia di Giovanni Falcone...
Per altre info:
http://www.progettolegalita.it/it/home/
Dalla sua pubblicazione, è stato adottato da molte altre scuole come libro di narrativa.
Giovanni è un bambino siciliano. Per il suo decimo compleanno il padre Luigi decide di trascorrere una giornata insieme a lui, portandolo in giro per Palermo e parlandogli di Palermo e della mafia. Durante la gita, il papà gli racconta la storia di Giovanni Falcone...
Per altre info:
http://www.progettolegalita.it/it/home/
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