« Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera. »

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giovedì 17 maggio 2018

GLI EBREI

https://www.raiplay.it/video/2018/04/La-difesa-della-razza-bba182fc-d7c2-4e5a-87d4-f68bd91bc33c.html

https://www.raiplay.it/video/2017/01/Ritorno-ad-Auschwitz---Primo-Levi-7ce35df4-b147-48a7-a300-f05bff1bc7b5.html


Suggerimenti per fil storici:


  • IL DISCORSO DEL RE




  • La verità negata è un film di genere biografico, drammatico, storico del 2016, diretto da Mick Jackson, con Rachel Weisz e Tom Wilkinson. Uscita al cinema il 17 novembre 2016. Durata 110 minuti. Distribuito da Cinema.
  • Storia di una ladra di libri
  • La tregua: il film di Francesco Rosi, tratto dall'omonimo romanzo di Primo Levi. L'autore racconta il viaggio che ha dovuto affrontare dopo che l'esercito sovietico ha liberato i prigionieri rimasti nel campo di Auschwitz. Il film del 1997 è stato presentato al 50° Festival di Cannes.
  • Train de vie - Un treno per vivere

lunedì 4 dicembre 2017

28 giugno 1914

DOPO AVER VISTO IL VIDEO

"28 giugno 1914. L`attentato di Sarajevo"


RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE:

1) Come cambiano le alleanze rispetto al secolo XIX?
2) Cosa si intende per Belle Epoque?
3) Chi era Gavrilo Princip?
4) L'arciduca Francesco Ferdinando era l'erede al trono austro-ungarico: per quale motivo?
5) Cosa accadde il 28 Giugno 1914 a Sarajevo, in Bosnia, alle 10.45?
6) Su quale importante appoggio può contare la Serbia?
7) Il Kaiser Guglielmo II che decisione prende?
8) Perché i tedeschi pensavano di dover agire in tempi rapidissimi?
9) Quale alleato della Triplice Alleanza non viene informato della formulazione dell'ultimatum? Perché?
10) Cosa si intende per neutralisti e interventisti? Inserisci in uno schema chi aderiva ai due schieramenti.
11) Cosa si intende per "diplomazia cinica" o "sacro egoismo"?
12) Quale fu la posizione di Albert Einstein?
13) Perché gli Inglesi decidono di entrare in guerra?
14) Quando e dove muore Princip?

LINK AL VIDEO
http://www.grandeguerra.rai.it/articoli/28-giugno-1914-lattentato-di-sarajevo/28703/default.aspx




mercoledì 18 ottobre 2017

STORIA 5A- IMPERIALISMO E COLONIALISMO

IMPERIALISMO E COLONIALISMO


Il concetto di imperialismo si è affermato negli ultimi decenni dell’Ottocento, grossomodo tra il 1870 e i primi anni del Novecento. Il termine è passato alla storia con il significato di politica di potenza e di conquista territoriale su scala mondiale, una politica realizzata con la forza e spesso fine a se stessa. Con questo termine si intende la spartizione dei paesi extraeuropei da parte dei paesi europei. In genere l’imperialismo rappresenta un insieme di componenti economiche, politiche ed ideologiche, che spingono gli stati europei a proiettare all’esterno i loro interessi. È un fenomeno nuovo e tutto sommato rapido, in relazione ad un altro fenomeno inscindibile dal concetto di imperialismo: il colonialismo.

Il colonialismo a differenza dell’imperialismo è un fenomeno lento che ebbe origine nel Cinquecento con le grandi scoperte geografiche e che ha raggiunto il suo apice negli ultimi decenni dell’Ottocento con conseguenze e dimensioni molto più grandi. Bisogna precisare che: la colonizzazione del Cinquecento era legata all’iniziativa dei mercanti ed aveva scopi puramente economici; al contrario la colonizzazione dell’Ottocento è mossa dagli stati nazionali e prevede un assoggettamento politico e uno sfruttamento economico. In che modo può avvenire questo? Imponendo un controllo politico e riducendo i territori a colonie (assoggettati all’amministrazione diretta dei conquistatori) o a protettorati (imponendo loro un controllo non diretto).


Si presentano, dunque, due tipologie di paesi:

Paesi colonizzatori = Gran Bretagna e Francia principalmente, le quali possedevano già un impero coloniale; gli stati di nuova formazione quali: Germania, Belgio ed Italia; faranno la loro comparsa sulla scena mondiale due nuove potenze le quali sconvolgeranno gli equilibri mondiali: Giappone e Stati Uniti.

Paesi colonizzati = Africa, Asia e isole del Pacifico.

A mettere in moto tale processo furono un connubio di cause di natura economica, politica ed ideologica. Nello specifico le cause di natura economica sono da ricercare nella Grande Depressione. Possiamo dire che in origine era il Capitalismo, un sistema basato sulla concorrenza e sul libero scambio; ma quando questo sistema costituito da piccole banche, piccole imprese e piccole industrie entra in crisi con il passaggio alle grandi banche, grandi imprese e grandi industrie, si ha la polarizzazione delle ricchezze e dunque la degenerazione dello stesso capitalismo. Naturale conseguenza è stato l’accumulo di capitali e di ricchezze, quest’ultima conseguenza è stata accentuata dalla politica protezionistica adottata da tutti gli stati europei, che cercavano in tal modo di proteggere i loro interessi. La situazione dunque era la seguente: paesi pieni di capitali e di prodotti che non potevano essere smerciati ed investiti. Da qui la naturale conseguenza di ricercare altrove le materie prime a basso costo; di ricercare nuovi mercati in cui smerciare i prodotti di sovrapproduzione; di ricercare nuovi paesi in cui investire i propri capitali. Le cause di natura politico-ideologica sono collegate ai concetti di nazionalismo e di razzismo, il portare avanti la propria civiltà ritenuta superiore rispetto alle altre; uno spirito missionario, Disdraeli parla di “razza dominatrice, destinata dalle sue virtù a spargersi per il mondo”, Kipling parla di “fardello dell’uomo bianco” ovvero il dovere di portare la civiltà laddove questa non c’è. Altri motivi sono da ricercare nella curiosità scientifico-geografica che muove gli uomini e nell’interesse per l’esotico diffusosi in Europa con il Positivismo.


Gli effetti economici della colonizzazione furono da un lato positivi in quanto, i paesi colonizzatori misero a coltura le terre prima incolte, apportarono un certo sviluppo e nuove tecniche, costruirono le infrastrutture, impiantarono delle industrie ed avviarono un commercio, ma tutto questo comportò un enorme sfruttamento in termini di risorse; sfruttamento che non portò un effettivo sviluppo del paese colonizzato ma che proiettava all’esterno tutte le ricchezze.



Nel 1870 i paesi europei controllavano 1/10 dell’Africa, alla fine del processo di colonizzazione, dunque nei primi anni del Novecento, il territorio controllato era pari ai 9\10. La Francia occupava l’Algeria ed il Senegal, il Portogallo occupava l’Angola e il Mozambico, la Gran Bretagna occupava la parte meridionale dell’Africa nello specifico la Colonia del Capo. Come avviene effettivamente questa spartizione?
Le prime mire espansionistiche furono mosse dalla Francia (nel 1881) e dalla Gran Bretagna (nel 1882) rispettivamente verso la Tunisia, a cui la Francia si interessò per contiguità territoriale con l’Algeria, e verso l’Egitto, a cui la Gran Bretagna si interessò per via per canale di Suez importante snodo per il commercio con l’Oriente. Le potenze europee e nello specifico Francia e Gran Bretagna inizialmente presero il controllo delle finanze successivamente intervennero militarmente. La Francia ridusse la Tunisia a forma di protettorato, la Gran Bretagna dopo una lunga lotta contro un movimento nazionalista sorto in Egitto, ridusse quest’ultimo a semicolonia.
La Francia dopo anni di guerre contro l’impero musulmano, colonizzò i territori dell’Africa Settentrionale che si estendono dall’Atlantico al Sudan e dal Congo al Mediterraneo, creando così un vasto impero coloniale. La costituzione di un tale impero non disturbò nessuna delle altre potenze europee poiché è vero che mise in piedi un vasto impero ma è altrettanto vero che questo era costituito per lo più da aree desertiche. Al contrario furono ostacolati i progetti espansionistici inglesi.

A differenza dell’Africa, a fine Ottocento i paesi europei avevano posto radici profonde in buona parte dell’Asia, soprattutto Francia e Gran Bretagna. Nello specifico possiamo osservare che: la Gran Bretagna possedeva l’India, considerata la perla del loro impero, ma anche Ceylon, Hong Kong e Singapore; l’Olanda possedeva l’Indonesia; il Portogallo controllava Macao, Goa e parte del Timor; la Spagna dominava le Filippine; la Russia aveva già intrapreso la sua espansione diretta in due direzione: verso l’estremo oriente dunque verso la Siberia, e verso l’Asia centrale; la Francia che aveva già iniziato la conquista dell’Indocina. Poiché i due imperi coloniali, inglese e francese, si trovarono a stretto contatto, per evitare scontri si decise di costituire uno stato cuscinetto indipendente tra i due: il regno di Siam. La Russia, come abbiamo già osservato, mosse le sue mire in due direttrici: una verso l’estremo oriente, verso la Siberia, l’altro verso l’Asia centrale. Fu anche realizzata la ferrovia transiberiana che collega Mosca a Vladismostok. Per quanto concerne invece la loro espansione verso l’Asia centrale, si può notare come estendendo il loro controllo al Turchestan si creò una certa vicinanza con l’impero inglese, motivo per cui si ritenne necessario creare anche in questo caso uno stato-cuscinetto indipendente che in questo caso è l’Afganistan. Si può, dunque, concludere che tre sono gli imperi coloniali più importanti in Asia: l’impero inglese, russo e quello francese.
Concentrando adesso la nostra attenzione al Pacifico, altro polo di interesse del colonialismo di fine Ottocento, possiamo ben notare che la regina incontrastata è certamente la Gran Bretagna, la quale possedeva già l’Australia e la Nuova Zelanda e che a conclusione di questo nuovo processo di colonizzazione estese il suo controllo alle isole Fiji, Solomone e Marianne, ed in parte alla Nuova Guinea. Ma fu proprio in questo particolare momento storico che fecero il loro ingresso nell’economia e nella politica mondiale due nuove potenze che cambieranno i rapporti di forza e gli equilibri mondiali: Giappone e Stati Uniti. In USA fu completata la conquista del West, di cui a pagarne le conseguenze furono i pellirosse sterminati dalle guerre. Fu costruita la prima ferrovia transcontinentale che collegava l’Atlantico con il Pacifico. Si assiste ad un grande sviluppo industriale, nel settore dell’industria siderurgica, meccanica, elettronica e petrolifera, tanto che gli Stati Uniti in breve divennero il principale paese esportatore di capitali e prodotti industriali. Si ha una vera e propria rivoluzione agraria, tanto che furono appellati “il granaio del mondo”. Si ha un notevole aumento della popolazione, non soltanto in termini di natalità, ma soprattutto attraverso l’immigrazione; gli Stati Uniti accoglievano persone provenienti da tutte le parti del mondo, si andava così a costituire il così detto “melting pot”. Ne deriva una crescita dei centri urbani, la città situate più a nord svilupparono delle grandi metropoli nelle quali si può tuttavia notare un forte contrasto tra una parte estremamente ricca della popolazione che trova impiego nel mondo finanziario e del commercio, ed una parte estremamente povera che vive di stenti, o meglio sopravvive.


venerdì 29 settembre 2017

5A EN- STORIA- Inno di Mameli

VIDEO SINTESI RISORGIMENTO:
http://www.bignomi.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9856839b-d44b-4b4a-a5b8-44fe9cec325a.html

SCEGLI TRA UNA DELLE DUE PROPOSTE DI STUDIO:
1) Leggi l'articolo di giornale dal link seguente e scrivi un riassunto del testo.
2) Leggi l'inno e le note esplicative, guarda il video e scrivi 5 domande da rivolgere ai compagni.


1) PROPOSTA UNO
LINK ARTICOLO GIORNALE
http://www.repubblica.it/politica/2017/07/18/news/alla_camera_approvato_il_canto_degli_italiani_di_mameli_e_inno_nazionale-171065068/


2) PROPOSTA DUE
--- LINK VIDEO
http://www.raistoria.rai.it/articoli/inno-di-mameli/30037/default.aspx
--- TESTO E NOTE ESPLICATIVE


Note esplicative:

l'elmo di Scipio: L'Italia ha di nuovo sulla testa l'elmo di Scipio (Scipione l'Africano), il generale romano che nel 202 avanti Cristo sconfisse a Zama (attuale Algeria) il cartaginese Annibale. L'Italia è tornata a combattere.
Le porga la chioma: La Vittoria sarà di Roma, cioè dell'Italia. Nell'antica Roma alle schiave venivano tagliati i capelli. Così la Vittoria dovrà porgere la sua chioma perché sia tagliata, perché la Vittoria è schiava di Roma che sarà appunto vincitrice.
coorte: nell'esercito romano le legioni (cioè l'esercito), era diviso in molte coorti. Stringiamoci a coorte significa quindi restiamo uniti fra noi combattenti che siamo pronti a morire per il nostro ideale.
calpesti: calpestati
Raccolgaci: la lingua di Mameli è la lingua poetica dell'Ottocento. Questo raccolgaci in italiano moderno sarebbe ci raccolga, un congiuntivo esortativo che assimila il pronome diretto. Il significato è: ci deve raccogliere, tenere insieme.
una speme: altra parola letteraria e arcaica. Significa speranza. Non c'è però da stupirsi troppo se Mameli usa queste parole. Nella lingua delle canzonette di musica leggera intorno al 1950, queste parole si trovano ancora.fonderci insieme: negli anni di Goffredo Mameli l'Italia è ancora divisa in molti staterelli. Il testo dice che è l'ora di fondersi, di raggiungere l'unità nazionale.
per Dio: doppia interpretazione possibile. Per Dio è un francesismo e quindi significa "da Dio": se siamo uniti da Dio, per volere di Dio, nessuno potrà mai vincerci.
Certo è però che in italiano "per Dio" può essere anche una imprecazione, una esclamazione piuttosto forte. Che avrà mai voluto intendere Goffredo Mameli? Siccome aveva Vent'anni ci piace pensare che abbia voluto lui stesso giocare sul doppio senso (in fondo i suoi rapporti con il Vaticano non erano buonissimi, tant'è vero che è morto proprio a Roma dove combatteva per la Repubblica)
Dovunque è Legnano: ogni città italiana è Legnano, il luogo dove nel 1176 i comuni lombardi sconfissero l'Imperatore tedesco Federico Barbarossa
Ferruccio: ogni uomo è come Francesco Ferrucci, l'uomo che nel 1530 difese Firenze dall'imperatore Carlo V.
Balilla: è il soprannome del bambino che con il lancio di una pietra nel 1746 diede inizio alla rivolta di Genova contro gli Austro-piemontesi
I Vespri: Nel 1282 i siciliani si ribellano ai francesi invasori una sera, all'ora del vespro. La rivolta si è poi chiamata la rivolta dei Vespri siciliani
Le spade vendute: i soldati mercenari si piegano come giunchi e l'aquila, simbolo dell'Austria, perde le penne.
Il sangue polacco: L'Austria, alleata con la Russia (il cosacco), ha bevuto il sangue Polacco, ha diviso e smembrato la Polonia. Ma quel sangue bevuto avvelena il cuore degli oppressori

giovedì 21 settembre 2017

5A- STORIA- Il 1848

GUARDA IL VIDEO. 
https://www.youtube.com/watch?v=3eu3dZq8qdQ

A) SCRIVI UN BREVE SCHEMA O MAPPA CONCETTUALE.

B) RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE SUL QUADERNO:
1 - Perché alla vigilia del '48 l'Italia e l'Europa erano in fermento?
2 - Cosa avvenne il 12 gennaio 1848?
3 - Cosa avvenne a Parigi il 22 Febbraio?
4 - Quali furono le richieste delle rivoluzioni che seguirono ai fatti avvenuti a Parigi?
5 - Cosa si intende per Statuto?
6 - Chi emanò lo Statuto albertino e cosa prevedeva?
7 - Cosa avviene durante le Cinque giornate di Milano?
8 - Cosa si intende per Prima guerra di indipendenza e chi vi combattè?
9 -  Cosa avvenne a Custoza?
10- A favore di chi abdicò Carlo Alberto?
11- Quale fu l'unico stato che mantenne un regime parlamentare dopo il 1848?
12- Quando Napoleone III fu proclamato imperatore?

     

   

5A - EN - STORIA: Il primo e il secondo Ottocento

IL PRIMO OTTOCENTO
Il primo Ottocento si apre con le imprese di Napoleone Bonaparte: i suoi eserciti entrarono da invasori in molti Paesi europei assicurandogli in poco tempo il predomino sull’Europa.
La sua definitiva sconfitta nella Battaglia di Waterloo (1815) sembra annullare di colpo gli effetti dell’Età napoleonica, ma l’opera e l’eredità di Napoleone furono ben più vaste e durature delle sue imprese militari. Negli anni della gloria egli aveva spazzato via il retaggio del Medioevo: aveva abolito i diritti feudali, limitato il potere della Chiesa, creato un’amministrazione efficiente, sviluppato l’economia ed emanato un Codice che costituisce la base dell’organizzazione giuridica moderna (Codice Civile di Napoleone). Soprattutto, Napoleone aveva diffuso nell’Europa conquistata i princìpi di libertà e di eguaglianza che avevano animato il primo periodo della Rivoluzione francese.
Dopo la definitiva sconfitta di Napoleone, nel 1815 le potenze vincitrici (Austria, Russia, Prussia e Inghilterra) si riunirono nel Congresso di Vienna con due obiettivi:
  • ripristinare la situazione politica precedente alla Rivoluzione francese, creando una situazione di equilibrio territoriale tra i vari Stati;
  • soffocare gli ideali rivoluzionari diffusi in tutta Europa.
Tuttavia, nonostante la Restaurazione imposta dal Congresso di Vienna, tra il 1820 e il 1848 in quasi tutta Europa esplosero moti di varia natura
  • in alcuni casi i rivoluzionari chiedevano ai monarchi il riconoscimento, attraverso una carta costituzionale, di maggiori libertà e diritti per i sudditi;
  • in altri casi, nei Paesi ancora sottomessi a potenze straniere, come l’Italia, l’obiettivo era l’indipendenza nazionale.
  • infine, le richieste di maggiore libertà si univano a quelle di giustizia sociale e di
    maggiore rappresentanza politica anche per le classi più povere. Infatti, il proletariato voleva liberarsi dalla miseria e ottenere condizioni di vita migliori e uguaglianza di diritti. Per dare uno sbocco concreto a queste aspirazioni, verso la metà del secolo, nacquero i primi movimenti socialisti. Karl Marx, il teorico del socialismo, accusava la borghesia di esercitare una vera e propria dittatura controllando i mezzi di produzione (industrie, macchinari, ecc.). Per realizzare una società giusta, sarebbe dunque stata necessaria una rivoluzione che togliesse ai borghesi la proprietà dei mezzi di produzione, per darla agli operai. Si sarebbe così giunti a una società senza classi, in cui tutti avrebbero goduto degli stessi diritti 


IL SECONDO OTTOCENTO

Le aspirazioni a un’identità nazionale, che avevano animato il primo Ottocento, connesse alle istanze democratiche e libertarie, culminano nel 1848 nei moti di ribellione alle monarchie assolute instauratesi dopo il Congresso di Vienna.L’evento più significativo e che produce un’eco maggiore nel resto del continente si verifica in Francia: qui viene destituita la monarchia degli Orléans e proclamato un governo provvisorio della Repubblica, seppur di breve durata, poiché già nel 1848 sale al trono re Napoleone III, che diviene poi imperatore (dal 1852 fino al 1870).



I moti si diffondono a macchia d’olio nell’Europa intera: dalla Germania, con la rivolta contro Federico Guglielmo IV di Prussia, all’Olanda, alla Polonia, alla Russia, all’Ungheria. In Italia le lotte del Risorgimento porterannno nel 1861 all’unificazione nazionale sotto la monarchia sabauda.
E se pure gli eventi successivi al 1848 vedranno il ritorno a governi più moderati, che soffocheranno gli slanci democratici dei moti, e l’orientamento politico sarà quello conservatore di Cavour in Italia o di Bismark in Germania, lo stato delle coscienze è ormai profondamente mutato, così come quello della società.

Il 1870 è un anno di grandi mutamenti nello scenario europeo. Primo fra tutti, l’esito della guerra tra la Francia dell’imperatore Napoleone III e il Regno di Prussia con a capo il re Guglielmo I: dalla vittoria prussiana nasce infatti l’Impero tedesco, che avrà un ruolo di grande autorevolezza nelle relazioni politiche internazionali dei decenni successivi. Per la Francia questi eventi significano anche la fine del periodo imperiale e l’inizio della Terza Repubblica. Inoltre a Parigi, nel marzo del 1871, la Guardia nazionale (la milizia di cittadini esistente in ogni città di Francia dalla Rivoluzione) si schiera dalla parte del popolo, e per due mesi il potere è nelle mani della Comune (dal francese commune, cioè il consiglio cittadino o distrettuale), con la proclamazione di un governo socialista, che sarà poi sopraffatto nella “Settimana di Sangue” dalle truppe governative guidate dal generale Mac-Mahon.
Sempre nel 1870 giunge a compimento l’unificazione dell’Italia con la presa di Roma attraverso la Breccia di Porta Pia, il 20 settembre, evento che sancisce la fine dello Stato pontificio.
Nel 1871 la capitale del regno sabaudo viene trasferita da Firenze a Roma; in Parlamento si alternano governi di destra e di sinistra; l’industria e l’economia fanno notevoli passi avanti; intanto, il ministro Agostino De Pretis cerca di sanare le profonde piaghe sociali nelle campagne. Tuttavia ciò non frena le emigrazioni di massa, che vedono milioni di contadini partire per l’America o altri stati europei.
La coscienza delle classi operaie cittadine sfocia nel 1892 nella fondazione, a Genova, da parte di Filippo Turati, del Partito socialista italiano.
Il secondo Ottocento vede un’accelerazione del progresso tecnologico senza precedenti in vari settori favorita dalla Rivoluzione industriale.

Nel secondo Ottocento si compiono grandi conquiste in campo scientifico e medico, con gli studi di Charles Darwin e Gregor Mendel, che stimolano l’approfondimento delle cognizioni di anatomia comparata, fisiologia, genetica, e scoperte come quelle di Louis Pasteur o Robert Koch – per non citarne che alcune – in grado di debellare o prevenire flagelli quali la tubercolosi, il vaiolo, la difterite, il colera.
Tra gli eventi che segnano il secondo Ottocento vi sono: l’invenzione della lampadina(1879); l’invenzione dell’automobile (1885); l’invenzione del cinematrografo (1895). Dopo la fotografia, infatti, si studia come riprodurre il movimento in scatti consecutivi. La prima pellicola cinematografica è realizzata da George Eastman nel 1885, ma è Thomas Edison a realizzare nel 1889 la cinepresa e una macchina di visione, il kinetoscopio.
Il cinema con proiezione in sala di una pellicola stampata avrà inizio il 28 dicembre 1895, quando i fratelli Louis e Auguste Lumière mostreranno al pubblico del Grand Café del Boulevard de Capucines a Parigi un apparecchio chiamato cinématographe: l’impressione sarà tale che alcuni spettatori fuggiranno dalla sala vedendo sullo schermo un treno entrare in una stazione.
Durante il secondo Ottocento molti Paesi europei costituiscono imperi coloniali in Africaal fine di sfruttare le risorse materiali e umane e, nello stesso tempo, di trovare nuovi sbocchi commerciali per i propri prodotti industriali.
Con l’avvicinarsi della fine del secolo e l’inizio del Novecento, si apre la cosiddetta Belle Époque. L’espressione fa riferimento alla vita condotta nelle metropoli europee dalla società cosmopolita, che celebra i propri riti mondani tra battute di caccia, viaggi all’estero, ricevimenti nei salotti frequentati dai poeti, musicisti e letterati.